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MAI FIDARSI DELLA LUSSURIA
- Toh, cosa ci fa qui quel guascone di Charles de Butz Castelmore conte d’Artagnan, l’uomo più intelligente di Francia?
- Ecco, ci mancava il moschettiere più bello di Francia: Hercule Savinien Cyrano de Bergerac, parigino perdipiù.
- Che bugiardi siamo. - Appurò Cyrano. - A complimenti invertiti sarebbero stati salamelecchi onesti; ma si sa: per sapere la verità bisogna ascoltare due menzogne.
- Cosa cercate con così tale affanno? Da lontano, così piegati, col cappello piumato sulle terga, sembrate quattro tacchini in razzolamento. – Domandò il nuovo arrivato guardando a sua volta nel brecciolino bianco del viale nei giardini di Fontainebleau.
Gli rispose Armand de Sillègue d'Athos d'Hauteville, solo alzando il sopracciglio:
- Proviamo a intrappolare le nostre ombre, così quando arriverà la morte resterà confusa e passerà oltre. Attento Hercule, non calpestarla, me la stropicci.
- Dai, non canzonatemi, - tra Guardie reali era uso punzecchiarsi con le parole anziché con lo spiedo, riservato invece alle rosse guardie del cardinale Armand Jean du Plessis, duca di Richelieu. – Posso aiutarvi? Ho naso per risolvere i misteri.
- Hai perfettamente ragione. – Sortì la voce cavernosa di Isaac de Portau.
- Però non muoverti in fretta, potresti provocare un ciclone. – Intonò in falsetto Henri d’Aramitz.
- Cominciamo male. Conoscete le mie reazioni se…
- Calma, - impose d’Artagnan – spiego. La regina ha perso un orecchino di smeraldo. Due ore fa passeggiavamo, pardon, la scortavo fino al Labyrinthe. Intuisco la domanda: non ci siamo entrati, e non assumere quell’espressione.
- Non ho proferito parola. - Si difese il parigino.
- Lasciamo perdere. Sono quasi certo li indossasse quando montammo sulla carrozza.
- Nella carrozza?
- Sì. Allo scoccare del terzo tocco Anna ha dichiarato di essere stanca. Quindi abbiamo inviato un valletto per chiedere l’intervento delle scuderie reali, rimanendo in attesa. La regina si è seduta su una panchina là in fondo. Mezza corte era preoccupata. Tutti ad affollarsi attorno. Dovetti impegnarmi parecchio per tenerli a distanza e farla respirare.
- Immagino, e l’orecchino l’aveva?
- Con tutta quella confusione mi dovevo preoccupare del gioello? No! Ben altro mi preoccupava. Ognuno dava consigli, anche se, in effetti, la carnagione non pareva esangue. Comunque, confermo: sulla carrozza mi sembra li avesse entrambi.
- Poi? Perché c’è un poi. Giusto?
- Che poi e poi? Dopo lo scampanio della quarta ora sono ritornato, poiché Anna si era accorta della perdita, in compagnia, come vedi.
Cyrano, pensieroso, prese da parte d’Artagnan, cingendogli le spalle, allontanandolo dal luogo della ricerca e, sottovoce, gli spifferò:
- Tratte le debite considerazioni, a mio modesto parere, e intuendo le inclinazioni Reali, dovresti trovare l’orecchino nel risvolto interno del tuo stivale di sinistra. – Accompagnò la rivelazione con un accenno malizioso.
- Toh. È vero! – Constatò il moschettiere. – Ma…
- Non approfondiamo. Fiuto ed esperienza. Tutti i servizietti frettolosi terminano con sbadataggini, e non domandare altro.
- Grazie, amico. Hai la mia riconoscenza, e quella della Regina, in eterno. Disponi di me ogni qualvolta.
Con un gesto elegante Cyrano salutò la compagnia e s’allontanò verso il fondo del viale per raggiungere gli acquartieramenti delle Guardie reali.
"Il mantello dietro di lui si alzò, sostenuto dalla spada, come la coda di un gallo, con un coraggio spensierato."